A partire dal 1º gennaio 2027, il principio IFRS 18 – pubblicato dallo IASB nell’aprile 2024 con opzione di applicazione anticipata – sostituirà definitivamente lo IAS 1 per la presentazione dei bilanci consolidati. Questo cambiamento ridefinisce la struttura del conto economico (categorie Gestione operativa, Investimenti, Finanziamento) e disciplina i subtotali e gli indicatori di performance comunicati al mercato.
Per i CFO, la transizione va ben oltre un semplice cambio di principio contabile: implica il riesame dei dati 2025-2026, l’adattamento dei processi di reporting e la preparazione di una comunicazione finanziaria più trasparente.
Decifrare l’IFRS 18 per i CFO
Definizione e obiettivi del principio IFRS 18
Pubblicato dallo IASB nell’aprile 2024, l’IFRS 18 normalizza la presentazione del conto economico attorno a tre categorie obbligatorie: Gestione operativa, Investimenti e Finanziamento. Ogni voce deve ora essere classificata in una di esse, in funzione della natura dell’attività. Il principio impone inoltre tre subtotali obbligatori – risultato operativo, risultato prima degli oneri finanziari e delle imposte e risultato netto – al fine di rafforzare la comparabilità tra i bilanci.
Per quanto riguarda il “costo del debito netto”, l’IFRS 18 non lo vieta: questo aggregato diventa un Management Performance Measure (MPM) possibile, a condizione che sia collegato a un subtotale IFRS e riconciliato in nota integrativa (inclusi imposte e interessenze di minoranza).
Infine, qualsiasi KPI non definito dal principio ma utilizzato nella comunicazione finanziaria deve formare oggetto di una riconciliazione completa in nota integrativa, conformemente ai requisiti relativi agli MPM.
Impatto sulla comparabilità e sulla comunicazione finanziaria
Per i gruppi che pubblicano bilanci consolidati IFRS, la sfida è duplice: rafforzare la comparabilità e la leggibilità della performance (obiettivo centrale dello IASB), riorganizzando nel contempo i processi di reporting. Le categorie e i subtotali obbligatori dell’IFRS 18 pongono fine all’abuso di schemi di presentazione “fatti in casa”, riclassificando tali elementi, se del caso, in MPM soggetti a riconciliazione. Questo progresso risponde alle aspettative degli investitori in termini di trasparenza.
Dal punto di vista operativo, le direzioni finanziarie devono anticipare già dal 2025 la revisione degli ERP, del chart of accounts e dei controlli interni per poter ricalcolare retrospettivamente l’esercizio 2026 (e il 2025 quando sono richiesti due anni comparativi). Questo cantiere implica la formazione dei team, l’aggiornamento dei dashboard e la ridefinizione degli MPM utilizzati.
Gestire l’impatto su bilanci e processi
Riclassificazione CE / rendiconto finanziario e riesame comparativi
Il cambiamento più visibile introdotto dal principio IFRS 18 riguarda la struttura del conto economico: ogni provento o costo deve ora essere ricondotto a una delle tre categorie obbligatorie (Gestione operativa, Investimenti, Finanziamento). La scelta di presentare i costi per natura o per destinazione (funzione) resta possibile e una presentazione mista è ora ufficialmente consentita, ma le entità che optano per la presentazione per destinazione devono dettagliare in nota integrativa alcune nature di costo (ammortamenti, costo del personale, svalutazioni).
Anche il rendiconto finanziario dei flussi di cassa si evolve: per il metodo indiretto, il punto di partenza diventa il risultato operativo e non più il risultato netto. Inoltre, vengono soppresse le opzioni dello IAS 7 che consentivano di scegliere la classificazione di interessi e dividendi.
Modernizzare ERP, controllo interno e competenze chiave
Per conformarsi al principio IFRS 18, le direzioni finanziarie devono agire su tre fronti principali:
- Piano dei conti e sistemi: riorganizzare il chart of accounts per riflettere le categorie Gestione operativa / Investimenti / Finanziamento e aggiornare ERP, sistemi IT e strumenti di consolidamento per mettere in sicurezza la produzione dei bilanci 2026 (e 2025 se sono richiesti due comparativi).
- Controllo interno: rivedere le matrici dei rischi, le procedure di closing e il reporting dei subtotali; inquadrare rigorosamente i Management Performance Measures (MPM) attraverso una documentazione completa e una riconciliazione sistematica.
- Sviluppo delle competenze: formare consolidatori, contabili, controller e funzioni operative sui nuovi requisiti IASB, sull’impatto sulle analisi trasversali e sulla giustificazione dei riesami.
Mettere in sicurezza conformità e performance
IFRS 18 rispetto a IAS 1 e ai requisiti SEC / US GAAP
Rispetto allo IAS 1, l’IFRS 18 (principio pubblicato dallo IASB) si vuole più prescrittivo: impone tre subtotali obbligatori – risultato operativo, risultato prima degli oneri finanziari e delle imposte, risultato netto – e riduce le opzioni di presentazione, rafforzando così la comparabilità dei bilanci. Tuttavia, il principio mantiene una certa flessibilità: sono possibili altri aggregati, presentati come Management Performance Measures, a condizione che siano rigorosamente riconciliati e documentati.
Questa logica si avvicina alle esigenze di trasparenza della SEC per gli emittenti americani, ma si differenzia dagli US GAAP: in ambito IFRS 18, i MPM restano ammessi purché rispettino la riconciliazione, mentre la SEC inquadra soprattutto le “non-GAAP measures”. La convergenza è quindi solo parziale. I gruppi internazionali che pubblicano un Form 20-F possono in generale depositare un unico set di bilanci consolidati IFRS; un raccordo con gli US GAAP è richiesto solo per alcune filiali o obblighi locali specifici.
Quadro MPM: riconciliazione, note integrative e trasparenza
Per riuscire la transizione verso l’IFRS 18, i gruppi devono concentrarsi su tre leve:
- Selezionare dei Management Performance Measures realmente utilizzati nella gestione interna e giustificarne la pertinenza; ogni MPM deve essere oggetto di una riconciliazione completa con il subtotale IFRS più vicino, includendo effetti fiscali e interessenze di minoranza.
- Documentare sistematicamente gli aggiustamenti effettuati per questi indicatori e verificarne la coerenza contabile, in linea con le aspettative dello IASB.
- Arricchire le note integrative: spiegare gli aggregati, dettagliare la disaggregazione dei costi quando il conto economico è presentato per destinazione e descrivere chiaramente le scelte di presentazione.
La leggibilità delle informazioni destinate ad analisti e investitori — report integrati, documenti di riferimento universali — resta determinante: il principio IFRS 18 richiede una trasparenza totale sulle ipotesi di classificazione e sui subtotali pubblicati.
Riuscire la transizione 2025-2027
Casi complessi: captive, derivati, attività multiple
- Determinare l’attività principale: per alcune strutture ibride (ad esempio costruttori con captive finanziaria), il confine tra Gestione operativa e Finanziamento resta delicato; il principio consente più attività principali, da documentare nelle politiche contabili.
- Classificare cambi e coperture: utili e perdite da cambio o da strumenti di copertura seguono la categoria del sottostante; se lo stanziamento preciso non è possibile, l’impatto è rilevato nella Gestione operativa.
- Garantire la transizione retrospettiva: i bilanci 2026 (e 2025 se sono richiesti due comparativi) dovranno essere ricalcolati secondo l’IFRS 18, con una riconciliazione dettagliata rispetto alla presentazione IAS 1; non si tratta di mantenere due contabilità distinte.
Queste sfide richiedono un monitoraggio accurato negli ERP, una gestione tramite subtotali normalizzati e un coordinamento stretto tra consolidamento, controllo interno e fiscalità per garantire l’affidabilità dei bilanci pubblicati presso lo IASB e i regolatori.
Roadmap progettuale: diagnosi, deployment, gestione& strumenti cloud
- Diagnosi (2025) – Mappare le voci impattate, analizzare gli scarti tra IAS 1 e IFRS 18, identificare i quick win sui totali intermedi e sui bilanci.
- Deployment (2026) – Adattare gli ERP e gli strumenti di consolidamento, effettuare test closing e produrre i bilanci ricalcolati IFRS 18 parallelamente alla presentazione IAS 1 per costituire i comparativi 2026.
- Gestione (2027) – Mettere in sicurezza la produzione, capitalizzare i feedback e formare i nuovi assunti per rispondere alle esigenze di trasparenza dello IASB.
È indispensabile una governance chiara: sponsor esecutivo, gestione da parte della Direzione AFC, coinvolgimento di IT, funzioni operative e audit interno. Il ricorso a soluzioni cloud compatibili IFRS 18, a template standard e a strumenti di data visualization accelera la transizione garantendo nel contempo la qualità dei bilanci pubblicati.
Pubblicato dallo IASB nell’aprile 2024 e applicabile obbligatoriamente dal 1º gennaio 2027 (con opzione di applicazione anticipata), l’IFRS 18 introduce un principio più prescrittivo, fondato su subtotali normalizzati che rafforzano la comparabilità dei bilanci su scala mondiale. Per i CFO, è l’occasione di modernizzare la comunicazione e rendere più affidabili i processi interni: avviando fin d’ora una diagnosi completa, formando i team e adattando gli strumenti, il vincolo normativo si trasforma in un vero fattore di performance sostenibile.
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